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Soci Fondatori

Politecnico di Torino Compagnia di San Paolo

Genova: il porto oltre l’appennino
Verifica di pre-fattibilità sullo sviluppo del “nodo” portuale di Genova (prima e seconda fase)

Logistica

Destinatari San Paolo IMI, SiTI, sponsor privati (armatori e terminalisti)

Durata del progetto Ricerca conclusa (2004 – 2008)

Partner Operatori dello shipping

Descrizione del progetto

Lo studio individua le modalità per potenziare le capacità ricettive e di gestione dello scalo ligure in un’ottica di competitività internazionale, attraverso una porta logistica che recuperi la funzione di retro-banchina oltre l’Appennino, valorizzando i progetti esistenti in una prospettiva di innovazione tecnologica e sviluppo socio-economico duraturo, attraverso l’integrazione tra le realtà del porto a mare e dell’Oltregiogo, in modi economicamente sostenibili e nel rispetto dell’ambiente.
La ricerca è finalizzata alla costruzione del quadro pre-progettuale per la trasformazione del terminal di Genova Voltri in un porto gateway per il traffico container, in grado di gestire in efficienza un traffico fino a 10 milioni di TEU/anno.

La ricerca è stata articolata in due fasi: nella prima, in seguito alla costruzione del quadro conoscitivo, sono state formulate ipotesi sul convoglio per trasportare le merci, sulle caratteristiche della galleria e della banchina. La seconda fase si è focalizzata sulla maggiore definizione delle trasformazioni del porto e sulla logistica.  In particolare, sono state svolte le prime verifiche finanziarie, alcune valutazioni di impatto ambientale e alcune ipotesi di gestione per lo scenario delineato.  Sono stati inoltre approfonditi il quadro conoscitivo macroeconomico e dei trasporti marittimi nel Mediterraneo, le trasformazioni infrastrutturali ed il sistema di navette automatiche necessarie a realizzare l’idea del porto secco.

Obiettivi

  • potenziare le capacità ricettive e di gestione dello scalo ligure in un’ottica di competitività internazionale, attraverso una porta logistica che recuperi la funzione di retro-banchina oltre l’Appennino
  • sganciare Genova dai condizionamenti orografici gravanti sulla sua logistica portuale recuperando le aree necessarie alla funzione di retro-banchina oltre l’Appennino

Metodi

  • definizione del nuovo layout portuale
  • disegno e dimensionamento di massima del concept del porto secco
  • analisi di possibili localizzazioni del porto secco
  • esecuzione delle analisi geologiche preliminari sul territorio interessato dalle opere in galleria
  • studio delle modalità di carico/scarico da adottare nel porto marittimo e nel porto secco
  •  individuazione del collegamento diretto e continuo tra porto e porto secco attraverso un tunnel industriale
  • studio di un sistema di trasporto su ferro innovativo e completamente automatizzato, in grado di garantire lo spostamento dei containers a ciclo continuo a bassa velocità, alta capacità ed efficienza, elevata sicurezza
  • valutazione degli effetti ambientali, territoriali e socio economici dell’intervento
  •  tracciamento del quadro macroeconomico in cui si inserisce l’intervento
  • affinamento delle prime valutazioni finanziarie (anche per esaminare la possibilità di realizzare l’opera in project financing)

Competenze

ingegneria meccanica, geografia economica, pianificazione ed ingegneria dei trasporti, macroeconomia, valutazioni economiche e finanziarie, Valutazione degli impatti ambientali, Elaborazioni cartografiche (GIS), Urbanistica e interazione porto e territorio 

Contenuti Innovativi E’ la prima volta che viene pensato un sistema porto+porto secco fortemente intregrato e di tali dimensioni. Il progetto punta soprattutto all’innovazione di sistema, ovvero dell’utilizzo coordinato di elementi innovativi e di consolidata efficacia, per ottenere un risultato complessivo nuovo in termini di portata territoriale, di effetti economici e sociali per il territorio in cui si inserisce e di sistema tecnologico.

Risultati attesi e conseguiti

Lo studio ha raggiunto importanti traguardi nell’interesse dell’idea progettuale degli Enti di governo del territorio tra i quali: un protocollo d’intesa che sostiene esplicitamente lo sviluppo dello studio SiTI siglato dalle Regioni Piemonte e Liguria; un comitato di promozione del Porto oltre l’Appennino (del quale faranno parte, oltre alle regioni, il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, la Provincia di Genova, la Provincia di Alessandria, le città di Genova e le città nel quale sarà ubicato il porto secco, l’Autorità Portuale di Genova e SiTI).
Il progetto è stato segnalato per l’inserimento nel Programma delle Infrastrutture Strategiche e più precisamente come “intervento di interesse regionale concorrente con il preminente interesse nazionale”.